Interviste >> Interviste con la stampa
Intervista
a Keira Knightley
di Julian Roman
8 Novembre 2005
In che modo ti sei preparata per
questo ruolo?
Ho letto il romanzo tantissime volte. Sono ossessionata da questa storia
da quando avevo 7 anni, avevo gli audiolibri di tutti i romanzi di Jane
Austen. All'età di 10 o 11 anni ero ossessionata con la miniserie
della BBC. Poi ho riletto il libro quando avevo 14 anni e divenne nuovamente
un'ossessione. Quando mi è stata offerta la parte ero terrorizzata
perché, amando smisuratamente la versione della BBC, pensai che stavo
per fare una pessima copia della straordinaria interpretazione di Jennifer
Ehle: sarebbe stato orribile. Ero così terrorizzata che, prima di
iniziare le riprese, imparai a memoria tutto il copione, sia la mia parte
sia i ruoli degli altri. Poi alcuni storici ci hanno fornito di letture
per comprendere meglio il contesto storico e abbiamo anche ricevuto lezione
di etiquette. Devi imparare le regole per poi saperle infrangere.
Tu ed Elizabeth avete qualcosa in comune?
Credo sia impossibile il contrario. Sto generalizzando, nel senso che in
questo momento rappresento tutte le donne che vogliono essere come Elizabeth:
un misto di passione, arguzia, intelligenza, vivacità. E' qualcosa
di incredibile. Ma talvolta è anche così insopportabile che
vorresti prenderla e dirgliene quattro. Per questo è così
umana. Credo che quando il pubblico vedrà il film, riconoscerà
in Elizabeth alcuni aspetti di sé. Ed è questo l'aspetto più
straordinario di Jane Austen: puoi immedesimarti in qualsiasi personaggio.
Donne di carattere.
A tuo parere, le ragazze di oggi si immedesimano
in Elizabeth?
E' una cosa che puoi constatare ovunque. E' qualcosa che oggi è rilevante
quanto duecento anni fa. Si parla di maturazione, del commettere degli errori,
di innamorarsi per la prima volta. Si parla di un milione di cose diverse.
E puoi anche vedere che è qualcosa che puoi adattare a tutto: Abbiamo
Bride & Prejudice (Matrimoni & Pregiudizi, ndr), la
versione bollywoodiana; abbiamo Bridget Jones. Secondo me, non importa
da dove vieni. Tutti abbiamo bisogno di un po' di romanticismo, quindi,
perché no?
Nel film c'è qualche omissione rispetto al libro, che magari avresti
preferito vedere sullo schermo?
Ovviamente. E' difficile quando fai un film tratto da un libro che ami.
Hai circa due ore per raccontare la storia, e non saranno mai abbastanza.
Ad esempio, nel libro c'è più spazio alla figura di Wickham,
e questo aspetto mi piaceva molto. Amo tutta la questione relativa a Lydia
e Wickham, che noi abbiamo ridotto all'osso. C'è parecchio materiale
che abbiamo dovuto lasciare fuori, perché non andava con la nostra
storia.
Cosa puoi dirci del tuo 'ricamo' con Judi Dench?
Il mio 'ricamo' con Judi Dench! Non l'ho avuto, non so perchè! Penso
sia stasta molto sgarbata (ride) Ho adorato questa parte, Judi Dench
ha saputo creare un'atmosfera incredibile. Lei è seduta lì
e ti parla con questo linguaggio fiorito e pensi 'Oh, è così
carino, è Judi Dench'. E' una cosa bizzarra. E' come centinaia di
loro che sono così composte, ma poi imprecano e così via.
Hai imparato qualcosa dal film che eserciti
ancora? Per esempio... la riverenza?
(ride) Oh sì, faccio sempre la riverenza.
Ti piace recitare in costume?
Amo i film in costume, amo farli perché sono molto divertenti...
ti danno un senso di libertà. Puoi conoscere il contesto storico,
fai delle letture al riguardo, puoi vedere le opere d'arte... Ma effettivamente
non potrai mai capire come tutto questo fosse realmente. E' qualcosa di
sconfinato, difficilmente raggiungibile. Voglio dire, se fai qualcosa di
moderno, senza dubbio puoi immedesimarti meglio.
Hai incontrato delle difficoltà nel
girare le scene di danza?
Sono state tra le mie preferite. Mi sentivo un'idiota. Nel senso che è
stato bellissimo perché abbiamo rotto il ghiaccio proprio con le
scene di ballo: e non c'è niente di più efficace per rompere
il ghiaccio se non facendo qualcosa in cui tutti ci sentiamo indistintamente
stupidi.
Qual è stata la scena più
difficile da girare?
Probabilmente la scena sotto la pioggia, quella della prima dichiarazione.
E' anche la mia scena preferita, ma è stata molto difficile perché
è tutto così complesso: devi rendere l'idea della tensione
sessuale che c'è tra loro ma, allo stesso tempo, devi mostrare che
in realtà i due sono attratti l'uno dall'altra e, nonostante questo,
si odiano.
![]()