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Interviste >> Interviste con la stampa

Mr Darcy? Mind your own business
di Elisabeth Grice
7 Settembre 2004

All’inizio della nostra intervista, l’occhio di Matthew Macfadyen è stato catturato dal titolo di una copertina di Radio Times, che publicizzava i pensieri di Sir Ben Kingsley “sull’urgente necessità dell’attore di comunicare l’essenza della sua anima”. Lui rabbrividì ed abbiamo cominciato.

La pubblicità, la sfacciataggine, la possibilità che un giovane attore possa apparire sciocco parlando della sua abilità ad un giornalista sembra confermare la sua peggiore paura per questa “prova del fuoco”.

Non troverai mai un Macfadyen che voglia comunicare l’essenza della sua anima, o meglio, null’altro di più. Sembra sedere in una nebbia oscura, ansioso di non apparire come un “totale, monumentale, prezioso” attore.

Nonostante implori per un immagine semplice di sé, nella più evidente ed assoluta ostinazione, egli è la perfetta scelta per la parte di oggi – Mr Darcy, nella nuova versione del film “Orgoglio e Pregiudizio”. Questo ruolo fu reso famoso in televisione dieci anni or sono da Colin Firth, che, grazie alla scena in cui appariva con abiti completamente fradici e “trasparenti”, ha scatenato vere e proprie “tensioni sessuali”. Firth ha poi raffinato l’arte del taciturno con il ruolo del pittore Vermeer, nel film intitolato “La ragazza dall’orecchino di perla” – ma Macfadyen è ad un vicinissimo secondo posto.

Nonostante la sua bravura, Firth sembra ormai già rimasto troppo a lungo in quell’”ingranaggio” per girare nuovamente il giovane Darcy e la compagnia di produzione, la Working Title, cercava un più fresco e provocante “pezzo d’uomo” per riaccendere la passione di Keira Knightley nel ruolo di Elizabeth Bennet.

Hanno fatto audizioni per più di cento ed oltre attori, per oltre otto mesi, prima di trovare il ventinovenne Macfadyen, una combinazione di sensibilità, machismo e “abilità nel controllo dello schermo”. Egli pensa che questa ricerca un po’ “alla rinfusa” potrebbe essere dovuta in parte al fatto che la casa produttrice voleva un attore più affermato che fosse in grado di vendere molte copie del video.

Si dice che molti attori hanno usato prudenza nell’accettare un ruolo che Firth ha completamente fatto suo. Non è così per Macfadyen. “Non ha senso” dice: “Non reciterestati mai Amleto se la pensi in questo modo”.

In che modo sarà differente, allora, la sua interpretazione?
“Non sono affari tuoi”, dice un po’ brusco. E’ un pochino scortese, ma alquanto schietto, e poiché ci siamo appena incontrati, è meglio affrettarsi. “Non so”, aggiunge. “Sto girando da soli tre giorni”.

Quando l’hai letto per la prima volta?
Il copione?
Il libro.
Non l’ho letto. Non è il libro che stiamo girando, no? E’ il copione. Sei hai un buon copione, che è quello che abbiamo, seguilo alla lettera. Penso che la gente dovrebbe fare ciò che ritiene più utile fare al momento. Se devo fare cose solo perché ne sono costretto, allora chiudo.

Potrebbe essere scortese nei confronti di Jane Austen non aver letto il suo libro, che comunque è indifferente, ma l’approccio di Macfadyen non ha comunque strasgredito ogni comandamento. Anche Scarlett Johansson non ha letto il libro di Tracey Chevalier e nessuno ha pensato che la sua performance nel film “Orlecchino di perla” sia meno luminosa per questo. Così la sua difensiva è originale (o bizzarra).

Dice che non possiede un modo particolare per l’approccio.
Tutto serve per la parte ed il lavoro di attore. Anche come mi sento durante la giornata. Non lo potrei determinare subito all’inizio. Prendo le decisioni al più tardi – probabilmente a volte troppo tardi.

La sua irritazione al Mr Darcy di Firth è veramente molto semplice: lui non l'ha mai visto - e non pensa che possa essere "particolarmente utile" vederlo una volta ottenuta la parte.
Le persone presumono sempre che gli attori rimangano terribilmente incastrati con le altre interpretazioni. Questo non è proprio il caso.

Dice che è interessante – in realtà noioso – che la gente si senta come “proprietaria” del film versione della BBC, come anche del fatto, ha sentito dire, che è meravigliosamente fantastica. Nonostante inizialmente fosse una parte (Darcy) un po’ piatta, dopo il film a Colin Firth è rimasta per lungo tempo “appiccicata” l’immagine del Darcy “rilassato”.
Teme che possa capitare lo stesso anche a lui?
No. Non credo capiterà, per una ragione. Sarei più preoccupato se mi venisse offerto di girare James Bond.

Penso che saremmo tutti preoccupati.

Forse il problema per Macfadyen è che l’interesse per la sua quasi impressionante carriera televisiva – Balkans nel drammatico Warriors; Daniel in Perfect Strangers assieme a Michael Gambon, Lindsay Duncan e Timothy Spall; Felix Carbury in The way we live now, e la serie TV MI5 (Spooks) – venga deviata, visti i pettegolezzi, sulla sua vita privata, che lo stanno facendo diventare sempre più schivo.

Sul set di Spooks, egli si è innamorato della sua co-protagonista Keeley Hawes (di Tipping the Velvet), la quale è stata sposata per soli cinque mesi e ha avuto un figlio. E’ stato un po’ confuso all’inizio – “Molto più duro per lei che per me”, dice – e poi lo shock di trovarsi protagonisti dei giornali.

"E’ stata una nuova esperienza per tutti e due. Non penseresti mai di finire sulle copertine di qualche “s….” giornale. Ti fa innervosire, ma poi lasci perdere. E’ tutta spazzatura comunque. Toglie un po’ di brillantezza alle cose. Quando una coppia si unisce in tali circostanze, penso ci sia sempre un’aspettativa che viene delusa. Alla gente piace questo aspetto e aspettano sempre la prossima notizia."

Sono in attesa di un bambino che nascerà a dicembre. E’ molto felice di non avere in prospettiva altri lavori dopo il terzo episodio di Spooks, perché vuole essere disponibile per la sua famiglia. Ammette che vorrà essere una padre presente. E sì, ha già avuto un utile esperienza, con il figlio di Keeley, 4 anni, di nome Myles, e così “non dovrò affrontare il terrore dell’inesperienza.”

Sa che la vita non sarà più la stessa, ma va bene così. “Non vedo l’ora”, dice. “Credo che il momento è giusto. Mi sento pronto”.

Non si potrebbe definire una conversazione fluente, ma ci sono raffiche di informazioni, che non mi riguarderebbero, che suggeriscono che Macfadyen sta rispondendo alla sfida della paternità come avviene quando si diventa padre per la prima volta: nello stupore di una piacevole anticipazione, ma senza voler sembrare sentimentale. E Keeley? “E’ al quinto mese, è rifiorita. E’ tremendamente meravigliosa.”

Vi sposerete?
Prossima domanda.

Dopo che se n’è andato, ho comprato la rivista Radio Times per vedere cosa ha da temere Macfadyen dal fare patti Faustiani per publicizzare il suo lavoro. Kingsley, venerato attore quale è, lo trova come insopportabilmente pretenzioso. Ma cercando di evitare la stessa trappola, la maggior parte delle volte Macfadyen lo vive con irritatazione e nervosismo. Non sopporta apparire sciocco e gli sembra che l’esprimere entusiasmo per qualsiasi cosa gli suona come di stupidità.

Quando era adolescente, ha divorato le biografie di diversi attori e le pagine contenute nella copia del libro di Kenneth Branagh intitolato Beginnings dedicate al Rada si è “riempito di orecchie” nel giro di una settimana. Quando ha incontrato Branagh, recentemente, per la lettura di un copione, gli ha rivelato quanto il suo libro è stato di ispirazione. Ma lui non ha detto niente. “La cosa mi ha frustrato un po’”.

Momentaneamente fuori gioco, descrive con dolcezza i cambiamenti che attualmente la sua vita ha subito sia nelle abitudini che nel modo di vedere le cose.
"Quando ero single e non lavoravo, leggevo tutto il giorno e mangiavo Marmite nel toast. Ero decisamente un egoista. Potevo tranquillamente trascorrere tutto il giorno disteso sul letto senza sentirmi in colpa. Non sono uno di quei tipi che devono assolutamente alzarsi e carpire il meglio dalla giornata. Sono piuttosto pigro e mi irrita se qualcuno mi impone di essere presente in qualche posto in particolare alle nove. Ma ora è diverso, grazie a Keeley e al 'piccolo'– e al prossimo “piccolo” che arriverà."

In un momento di inaspettatarivelazione, in un minimalista hotel chiamato Hempel, Macfadyen gusta un piatto di sushi spiegando che è in regime dietetico, per poter entrare nelle fini camice e stretti calzoni di Darcy. Disgustato dal fatto di essere arrivato a respirare affannosamente, grazie al fumo di 40 sigarette al giorno, ha deciso anche di smettere di fumare e che si sente pronto per essere proiettato nel periodo in costume.

"Ti fa stare meglio. Sarebbe sbagliato sentirsi goffi (riferendosi al comportamento dell’epoca 'darciana' n.d.t.). Viene prima di Freud e l’idea dell’individuo, mi piace la formalità che si usava, la riservatezza, l’inchino, l’alzarsi quando entra una signora – tutti comportamenti secondo natura. Non penseresti mai di dire: 'Questo è ciò che sento'. Verresti azzittito subito...

Ringrazio FioNat e Susy di Matthew MacFadyen Italia per questa intervista

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