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Pride & Prejudice
di Devin Faraci
11 Ottobre 2005

Una delle cose migliori da aspettarsi dai film del grande schermo è che talvolta è come camminare in luoghi sconosciuti. E’ questo il caso di Orgoglio e Pregiudizio. Tutto quello che sapevo era che la protagonista è Keira Knightey e che il film era tratto dal romanzo di Jane Austen. Così, quando nel film apparve Mr Darcy, mi sono stupita – era Tom Quinn di MI-5!!

O Spooks, com’è conosciuto in Gran Bretagna. Mi piacerebbe pensare che il titolo negli USA è stato cambiato per una insensibilità razziale di percezione, ma in realtà è perché gli Americani vogliono far credere che sia uno spettacolo dedicato ai fantasmi e non un realistico show sullo spionaggio.

Matthew Macfadyen è il protagonista di MI-5/Spooks, ed è un personaggio imponente. E lo è anche come Mr Darcy. Rasenta la linea di confine con il suo carattere, diventando terribilmente vicino all’essere spiacevole alle volte. Infatti, questa è stata la mia prima domanda.

Una delle cose difficili riguardo a Darcy è che se viene interpretato male, diventa un personaggio “stupido”. Non è mai piacevole. Come hai organizzato l’interpretazione per essere sicuro che il tuo Darcy non fosse considerato tale?
"Ho sperato che Joe (Wright, il regista) vigilasse. Ma leggendo il copione si capiscono chiaramente i momenti in cui si dimostra vulnerabile. La scena nella pioggia ad esempio – fino a quella scena lui è antipatico, e così deve essere. Perché lui è uno stupido (ride). Non dice mai niente di carino di nessuno, non guarda mai nessuno – fa un piccolo sforzo nella scena al pianoforte, quando spiega perché non riesce a parlare con la gente. Ma è proprio la scena nella pioggia, quando tutto sembra andare male e lui rivela a lei del suo amore, è quello il momento prorompente (il momento in cui si inizia ad amare Darcy).
Per lui è una rivelazione importante. Oggi per noi sembra molto snob dover dire 'Sono stato grande abbastanza per passare sopra al fatto che i tuoi genitori mancano di stile, e ti amo'. Aggiungendo che è una cosa grandiosa e generosa da dire, visto il mio grado sociale e l’inferiorità della tua nascita."

Comunque egli non ha una linea offensiva come quella di Olivier che parla de“la gioia che dà il vedere la bassa plebe al lavoro”.
"Non ho visto quel film. Sarei curioso di vederlo presto."

Ci puoi parlare un po’ di come è stato assumere il ruolo iconico di Mr Darcy? Dopo Lizzy che è la protagonista, lui è il personaggio più noto nel film Orgoglio e Pregiudizio.
"Ero consapevole e un po’ intimorito della questione Darcy , soprattutto per il fatto che gli amanti di Orgoglio e Pregiudizio si considerano un po’ come i proprietari di tutto ciò che riguarda il romanzo stesso. 'Perché girare un’altra versione?' 'Come si permettono' ' E’meglio che neanche ci provino' sono le domande che si pongono. Sono veramente fieri del loro “Janeite”. Ed è giusto così, è un classico ed è molto amato.
Ma non avendo visto la versione della BBC, non ero preoccupato di ciò che sarebbe stato. Come attore infatti non puoi esserlo, altrimenti non potresti più interpretare un Amleto o un Riccardo III. In realtà è stato abbastanza deprimente. Molta gente mi domandava come sarei riuscito ad interpretare un Darcy diverso da quello di Colin Firth, il che è strano perché se anche lo avessi visto, l’avrei comunque interpretato diversamente, perché ogni attore agisce e fa quello che può."

In più, tutte le sequenze del film sono girate in luoghi reali (on location). Che effetto ha su un attore interpretare un personaggio on location?
"Significa che sei lì. E’ piacevole. Serve meno immaginazione di quella che serve quando sei in studio."

Ci sono delle avversità nel girare on location piuttosto che in teatro?
No, non ci sono problemi. Preferisco però girare on location. Non ci sono state grandi distanze o altro. Inoltre Darcy non è coinvolto molto spesso, quindi potevo decidere di andarmene dalla scena per un po’ e poi tornare. Mia moglie aspettava un bambino all’epoca ed io ero invece costretto ad impacchettare la mia roba e girare qua e là per la Gran Bretagna, girare una scena o due – e poi tornarmene a casa di nuovo! E’ stata un’estate divertente.

Quanto importante è stata per te la serie di Spooks?
"Importante perché è il film più commerciale – non sono più nella serie – il più rappresentativo che abbia fatto in TV, che ha migliorato un po’ il mio profilo di attore."

Aspetta! Sono un grande fan di MI-5 e l’ ho seguito solo fino all’ultima puntata della seconda serie; non morirai, vero?!?
"No..!"

Bene. Mi sono innervosito per un attimo. Tom Quinn non può morire…
"In realtà se ne va."

Come è stato lavorare con Keira?
"Delizioso. Piacevole. Vorrei che parlassero male di Keira. Fa infuriare il fatto che non sia così. Mi sono sentito molto vecchio e ho solo 30 anni. Lei invece era un po’ stanca, siccome doveva andarsene per girare anche un altro film."

Quando devi lavorare con un’attrice protagonista, come fai a sapere se c’è affinità con lei oppure no?
"Ho provato con lei e fatto dei provini, in più abbiamo fatto un audizione insieme. Ed è andata bene."

Qualche prospettiva di andare a recitare negli Stati Uniti?
"Se il copione è buono, sì. Ma non per fare un film hollywoodiano, ma per girare un film stile Hollywood…."

Hai avuto esperienze di recitazione di classici di teatro, hai appena terminato di recitare i due Enrico di Shakespeare. Come ti è sembrato?
"E’ stato grandioso. Non recitavo in teatro da 4 anni, così è stato un momento per tornare ai vecchi tempi."

E Michael Gambon è stato il tuo Falstaff.
"E’ stato incredibile. E’ stato grande. Ho lavorato con lui una volta in TV ed è stato piacevole."

Solitamente un film drammatico in costume, negli Stati Uniti, non riscuote un gran successo, ma per il fatto che lei c’è, diventa importante. E’ un motivo di grande pressione per te sapere che la gente ti vedrà per la prima volta, forse?
"In realtà no. E’ una grande occasione per Keira ed io l’ammiro molto, per come fa suo il personaggio di Lizzy. Queste sono le parti comunque, e siamo pronti a qualsiasi critica, purtroppo i personaggi sono così. Tutto sommato non mi sento sotto pressione. Come attore non ci devi pensare. Devi essere proiettato verso il prossimo lavoro."

Brenda Blentyn, che recita nella parte di mamma Bennet, ha avuto un’altra vita prima di diventare attrice – lavorata nelle ferrovie. Keira invece è attrice da quando aveva tre anni…
"Keira ha sempre avuto un agente da quando è nata! Questa è tua madre, questo è tuo padre e questo è il tuo agente!"

Vedi qualche differenza in loro nel modo in cui affrontano le situazioni come una riuscita?
"Non in modo completamente differente. E’ abbastanza insolente. Forse è tipicamente britannico. Hai sentito di Judi Dench…. E’ un insolenza se inizi a prendere il lavoro troppo seriamente, vieni marchiato come WANKER* e la gente te lo fa sapere. E la voce gira rapidamente e non è piacevole, specie se non stai lavorando per niente.
Sir Michael Gambon, con cui ho appena finito di recitare, ha una pistola ad acqua dietro le quinte. Lui è un Cavaliere del Reame. Ha bombe d’acqua, e nei camerini del National Theater che sono un quadrangolo – è il National Theater – tutti si lanciavano bombe d’acqua. E’ un grande. Ha quasi 70 anni e ha una magnifica carriera.
Quello che sto cercando di dire è che Brenda ha lo stesso spirito, un po’ anarchico. E penso che questo sia salutare!"

Chi è un wanker?
"Chi è un wanker? Non conosco nessun wanker!"

Prima hai citato la Janenite, che è iniziata in Gran Bretagna, che reazione ha provocato in te?
"Apparentemente hanno vagliato il film prima e hanno girato i pollici all’insu. La Working Title può quindi procedere, possono commercializzare il film!"

Apparentemente c’è una campagna in internet che vuole la scena finale americana anche nella versione britannica. Hai una preferenza?
"Preferisco la versione senza il bacio. Solo perché trovo difficile vedermi in quella scena… Ma non so, la trovo un po’ troppo 'zuccherina'."

Non ti piace riguardarti nei film, ma non sei dovuto andare alla prima?
"L’ho fatto, ma poi ho portato mia moglie a cena. Me ne sono andato e mi sono ubriacato."

Leggi le recensioni?
"Sì, con furia o contentezza crescenti, secondo i casi. L’uno e l’altra si annullano."

Leggi le recensioni, quando reciti?
"No, cio’ fa un po’ la differenza. Cerco di non farlo ma è molto duro riuscirci. Incontri attori che sono un po’ come le sigarette, ti dicono che hanno smesso e che non leggono più. Tu dici 'Come hai fatto? Come hai fatto', e loro rispondono 'Ho solo smesso. Non ci penso più'. Poi di nascosto contattano i giornalisti."

Potresti immaginare di avere una carriera solo sui teleschermi?
"Odierei il fatto di dover restare lontano dal palcoscenico per più di 2 anni. Penso che non è da me. Ho fatto televisione per 4 o 5 anni, e alla fine mi ha prosciugato. Ero un po’ deluso di me stesso, non mi sentivo più un vero attore. Può sembrare sciocco, ma quando reciti in teatro usi muscoli differenti e togli via un po’ di ragnatele!"

Quando vedi cosa Keira è riuscita a fare a 19 anni, ti chiedi mai “cosa ho fatto io a quella età”?
"Ero qui. Ero al B.A.M., e recitavo."

Il Brooklyn Academy of Music? Trovi qualche differenza tra le audizioni americane e quelle inglesi?
"Sì. Sono molto più generosi ed esperti che nel West End. Non so a Broadway, perché non ho mai recitato lì, ma certamente al BAM sì. La differenza è incredibile. E’ completamente esilarante. Le audizioni nel West End sembrano una sorta di (si appoggia, piega le braccia) 'Avanti, intrattienimi'. Il National invece sembra molto più vivace e più eccitante."

* WANKER: termine di origine britannica, è anche considerato un insulto generico per definire chi si dà troppa importanza, soprattutto dove l'impressione che un'artista ha di sè e del proprio talento supera quella del pubblico.

Ringrazio FioNat e Susy di Matthew MacFadyen Italia per questa intervista

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